“L’Onda Anomala sotto il vulcano”

31 Marzo 2009

Giorno 1 Aprile 2009 ore 16:30

Aula Magna , Facoltà di Scienze Politiche

Il Gruppo di Studio
“MOVIMENTI SOCIALI & PARTECIPAZIONE POLITICA” Presenta:

“L’Onda Anomala sotto il vulcano”

Il Movimento Studentesco Catanese l’autunno scorso ha dato vita ad un  gruppo di studio sulle attuali dinamiche della Partecipazione Politica,
L’1 aprile saranno presentati i risultati di  un’indagine che, condotta attraverso l’elaborazione di centinaia di questionari somministrati alle manifestazioni dello scorso novembre, scandaglia il mare composito della protesta Catanese .

Riunioni

20 Novembre 2008

Le riunioni si tengono ogni Martedi alle 14,30 nell’auletta davanti gli ascensori

COMUNICATO STAMPA del 6 novembre del Movimento Studentesco Catanese

11 Novembre 2008

Come Movimento Studentesco Catanese, durante l’assemblea d’Ateneo tenutasi ieri nell’aula magna della Facoltà di chimica, abbiamo ribadito le richieste già espresse nella lettera aperta già consegnata al Rettore il 3 novembre con la quale chiediamo :

- al Rettore, al Senato Accademico e ai Consigli di Facoltà: di assumere una posizione ufficiale sugli art. 16 e art. 66 della legge 133 del 2008 come già deliberato dal Consiglio di facoltà di Lingue, dal consiglio di SDAF e dall’Area Fisica.

- Al Senato Accademico: di esprimere massima contrarietà a qualunque ipotesi di trasformazione dell’Università catanese in fondazione di diritto privato

- Al Consiglio di Amministrazione: una valutazione dell’impatto della legge 133/08 sul nostro Ateneo

- Al Rettore, al Senato Accademico e ai Consigli di Facoltà: l’impegno a non utilizzare il numero programmato come strumento per affrontare i tagli di spesa.

La maggioranza dei presenti, come testimoniato dai numerosissimi applausi, concordava con noi: l’unica base di discussione da cui partire è il ritiro degli articoli 16 e 66 della legge 133/2008. In Italia non si spende troppo, ma troppo poco per la didattica e la ricerca. Diciamo “no” , senza se e senza ma ai tagli, al blocco del turn-over, alla possibilità di privatizzare i nostri atenei e a i numeri chiusi.

Abbiamo chiesto per l’ennesima volta agli organi decisionali d’Ateneo di esprimersi in merito, di dimostrare di avere davvero a cuore l’Istruzione pubblica pronunciandosi contro il suo smantellamento. Il Rettore, con una mancanza davvero sorprendente di buona educazione, ci ha risposto accusandoci di fare “piazzate” non prendendo neanche in considerazione la nostra proposta di una seduta di Senato Accademico a porte aperte dove si votassero i nostri documenti e quelli del Coordinamento dei ricercatori precari.

Si dovrebbe mostrare più rispetto verso chi fa parte di quel grande movimento che, solo a Catania, ha dato vita ad un corteo di oltre 30.000 persone, il 30 ottobre scorso.

Siamo convinti che dietro questa apparente “mancata presa di posizione” si mascheri ben altro: gli organi decisionali del nostro Ateneo si dichiarano formalmente contro i tagli, ma in realtà sembrano prontissimi a nuovi “numeri programmati”, innalzamento delle tasse e sostanziali privatizzazioni.

Continueremo a batterci contro lo smantellamento dell’Università pubblica e lanciamo fina da oggi l’appuntamento in piazza in occasione dello sciopero dell’università proclamato per il prossimo 14 novembre.

Manifestazione 30/10

2 Novembre 2008

Incredibile la partecipazione per lo sciopero generale della scuola

A Catania erano presenti 20 mila persone per la questura, e 40 mila per gli organizzatori

Questo dimostra la netta contrarietà del mondo della scuola a queste cosiddette “riforme”, che in realtà sono solo dei modi per investire di meno nel mondo della formazione

Sorprende che nonostante in tutta Italia siano stati in milioni a scendere in piazza, il governo faccia finta che nulla sia accaduto

Ma come dice uno dei nostri slogan ” QUESTO E’ SOLO L’ INIZIO “

Rieccoci

26 Ottobre 2008

Dopo parecchio tempo, finalmente arieccoci sul WEB e in facoltà

Il collettivo è una realtà di base non gerarchica, senza nessun partito/struttura/sganciadenaro sopra la testa.

Adesso siamo tornati e speriamo che, come nella mitologia, diventeremo più forti di prima

Attualmente siamo impegnati nelle lotta catanese per salvare l’Università pubblica dal ministro Gelmini & soci.

Per contattarci, potete venire lunedì 27 ottobre alle 9,00 in facoltà, o mandare una mail a araba.fenix@tiscali.it

O ancora venite martedì 28 all’assemblea pubblica indetta dal preside Vecchio

NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO !!!

26 Ottobre 2008

L’università è nostra. Riprendiamocela!

Dal 20 ottobre sono partite le mobilitazioni contro la cosiddetta riforma Gelmini (Legge n. 133 già approvata il 6 agosto e decreto n. 137 in via di conversione) nell’Ateneo catanese.

Assemblee autoconvocate, cortei interni alle facoltà, momenti di informazione itineranti hanno scandito in questi giorni la vita studentesca a Scienze Politiche, Lettere e Lingue e alla Cittadella Universitaria coinvolgendo centinaia di studenti.

La prima grande dimostrazione di forza del movimento è stato il corteo spontaneo di venerdì 24 ottobre che, partito dai Benedettini, è giunto alle Ciminiere dove erano attesi i ministri Gelmini (Istruzione Università e Ricerca), Alfano (Giustizia) e Prestigiacomo (Ambiente). Un migliaio i partecipanti, grande la determinazione e l’entusiasmo.

La cosiddetta riforma Gelmini è il culmine di un attacco all’istruzione pubblica di ogni ordine e grado che dura da oltre 20 anni. Nei prossimi anni, grazie a questa riforma saranno tagliati migliaia di posti di lavoro tra insegnanti, personale ATA e maestri elementari. In questi giorni, si è persino arrivato a discutere sulla possibilità della creazione di classi ghetto per i figli migranti! Sembra quasi un ritorno alle leggi razziali del ventennio fascista. All’università vi è una situazione già di per sé infelice per l’introduzione del nuovo ordinamento e la precarietà di moltissimi ricercatori che rischia di diventare drammatica:

  • la possibilità di convertire gli atenei in fondazioni di diritto privato, come previsto dall’art. 16 della Legge 133 del 6 agosto 2008, rende possibile l’adozione da parte di tali nuovi istituti di criteri aziendalistici e di mercato. Crediamo che le privatizzazioni comprometteranno gravemente la ricerca, i piani di studio, la libertà d’insegnamento in genere. Non consolideranno la tanto sbandierata meritocrazia, ma comporteranno solo il consolidamento dei privilegi.
  • L’attuale limite del 20% di finanziamento dell’università tramite i contributi diretti degli studenti sarà cancellato. Questo significa che le tasse potrebbero aumentare senza alcun limite prefissato, determinando la impossibilità per molti di potere accedere ad un corso di laurea e intaccando in modo irreversibile il diritto allo studio sancito a chiare lettere dalla Costituzione agli artt. 3, 9 e 33.
  • Siamo convinti che il blocco del turn-over al 20 % e il taglio dei finanziamenti (1441,5 milioni di euro in meno entro il 2013) causeranno inevitabilmente un peggioramento della qualità dell’insegnamento, l’accorpamento dei corsi di laurea e l’inserimento dei numeri chiusi, impedendo a molti studenti di accedere ai Livelli più alti dell’istruzione e costringendo moltissimi ricercatori a fuggire all’estero.

La crisi globale è crisi del liberismo stesso, della speculazione finanziaria e immobiliare, di un sistema senza regole né diritti, di manager e società senza scrupoli; questa crisi non può ricadere sulle spalle della formazione, dalla scuola all’università, della sanità, dei contribuenti in genere.

Lo slogan è diventato famoso, correndo veloce di bocca in bocca, di città in città. Dagli studenti ai precari, dal mondo del lavoro a quello della ricerca, nessuno vuole pagare la crisi, nessuno vuole socializzare le perdite, laddove la ricchezza è stata per anni distribuita tra pochi, pochissimi.

Proprio le occupazioni e le assemblee di questi giorni stanno costruendo una nuova università, un’università fatta di conoscenza, ma anche di socialità, di sapere ma anche di informazione, di consapevolezza. Studiare è per noi fondamentale, proprio per questo riteniamo indispensabili le proteste: occupare per poter far vivere l’università pubblica, dissentire per poter continuare a studiare o fare ricerca.

Cambiare l’università significa aumentare le risorse, sostenere la ricerca, qualificare i processi formativi, garantire la mobilità (dallo studio alla ricerca, dalla ricerca alla docenza). Il de-finanziamento, invece, ha un solo scopo: trasformare le università in fondazioni private, decretare la fine dell’università pubblica.

Appuntamenti

Martedì 28 ottobre 2008, 10:00
Cittadella - Polifunzionale
Assemblea cittadina

Martedì 28 ottobre 2008, 16:30
Benedettini
Presidio alla Festa delle Matricole

Martedì 28 ottobre 2008, 18:00
Benedettini (A1)
Assemblea dei docenti

Mercoledì 29 ottobre 2008, 09:30
Piazza Università
Lezioni in piazza

Giovedì 30 ottobre 2008, 9:00
Piazza Roma
Concentramento per il corteo
Sciopero Generale della Scuola e dell’Università

Movimento Studentesco Catanese