L’università è nostra. Riprendiamocela!
Dal 20 ottobre sono partite le mobilitazioni contro la cosiddetta riforma Gelmini (Legge n. 133 già approvata il 6 agosto e decreto n. 137 in via di conversione) nell’Ateneo catanese.
Assemblee autoconvocate, cortei interni alle facoltà, momenti di informazione itineranti hanno scandito in questi giorni la vita studentesca a Scienze Politiche, Lettere e Lingue e alla Cittadella Universitaria coinvolgendo centinaia di studenti.
La prima grande dimostrazione di forza del movimento è stato il corteo spontaneo di venerdì 24 ottobre che, partito dai Benedettini, è giunto alle Ciminiere dove erano attesi i ministri Gelmini (Istruzione Università e Ricerca), Alfano (Giustizia) e Prestigiacomo (Ambiente). Un migliaio i partecipanti, grande la determinazione e l’entusiasmo.
La cosiddetta riforma Gelmini è il culmine di un attacco all’istruzione pubblica di ogni ordine e grado che dura da oltre 20 anni. Nei prossimi anni, grazie a questa riforma saranno tagliati migliaia di posti di lavoro tra insegnanti, personale ATA e maestri elementari. In questi giorni, si è persino arrivato a discutere sulla possibilità della creazione di classi ghetto per i figli migranti! Sembra quasi un ritorno alle leggi razziali del ventennio fascista. All’università vi è una situazione già di per sé infelice per l’introduzione del nuovo ordinamento e la precarietà di moltissimi ricercatori che rischia di diventare drammatica:
- la possibilità di convertire gli atenei in fondazioni di diritto privato, come previsto dall’art. 16 della Legge 133 del 6 agosto 2008, rende possibile l’adozione da parte di tali nuovi istituti di criteri aziendalistici e di mercato. Crediamo che le privatizzazioni comprometteranno gravemente la ricerca, i piani di studio, la libertà d’insegnamento in genere. Non consolideranno la tanto sbandierata meritocrazia, ma comporteranno solo il consolidamento dei privilegi.
- L’attuale limite del 20% di finanziamento dell’università tramite i contributi diretti degli studenti sarà cancellato. Questo significa che le tasse potrebbero aumentare senza alcun limite prefissato, determinando la impossibilità per molti di potere accedere ad un corso di laurea e intaccando in modo irreversibile il diritto allo studio sancito a chiare lettere dalla Costituzione agli artt. 3, 9 e 33.
- Siamo convinti che il blocco del turn-over al 20 % e il taglio dei finanziamenti (1441,5 milioni di euro in meno entro il 2013) causeranno inevitabilmente un peggioramento della qualità dell’insegnamento, l’accorpamento dei corsi di laurea e l’inserimento dei numeri chiusi, impedendo a molti studenti di accedere ai Livelli più alti dell’istruzione e costringendo moltissimi ricercatori a fuggire all’estero.
La crisi globale è crisi del liberismo stesso, della speculazione finanziaria e immobiliare, di un sistema senza regole né diritti, di manager e società senza scrupoli; questa crisi non può ricadere sulle spalle della formazione, dalla scuola all’università, della sanità, dei contribuenti in genere.
Lo slogan è diventato famoso, correndo veloce di bocca in bocca, di città in città. Dagli studenti ai precari, dal mondo del lavoro a quello della ricerca, nessuno vuole pagare la crisi, nessuno vuole socializzare le perdite, laddove la ricchezza è stata per anni distribuita tra pochi, pochissimi.
Proprio le occupazioni e le assemblee di questi giorni stanno costruendo una nuova università, un’università fatta di conoscenza, ma anche di socialità, di sapere ma anche di informazione, di consapevolezza. Studiare è per noi fondamentale, proprio per questo riteniamo indispensabili le proteste: occupare per poter far vivere l’università pubblica, dissentire per poter continuare a studiare o fare ricerca.
Cambiare l’università significa aumentare le risorse, sostenere la ricerca, qualificare i processi formativi, garantire la mobilità (dallo studio alla ricerca, dalla ricerca alla docenza). Il de-finanziamento, invece, ha un solo scopo: trasformare le università in fondazioni private, decretare la fine dell’università pubblica.
Appuntamenti
Martedì 28 ottobre 2008, 10:00
Cittadella - Polifunzionale
Assemblea cittadina
Martedì 28 ottobre 2008, 16:30
Benedettini
Presidio alla Festa delle Matricole
Martedì 28 ottobre 2008, 18:00
Benedettini (A1)
Assemblea dei docenti
Mercoledì 29 ottobre 2008, 09:30
Piazza Università
Lezioni in piazza
Giovedì 30 ottobre 2008, 9:00
Piazza Roma
Concentramento per il corteo
Sciopero Generale della Scuola e dell’Università
Movimento Studentesco Catanese